Giovedì 29 ottobre l'azienda francese di intelligenza artificiale Mistral ha reso pubblici su Hugging Face i pesi del suo modello più grande, Mistral Large 4. Il modello, disponibile solo come anteprima via API all'inizio di ottobre, ora può essere scaricato e fatto girare sui server di aziende e Stati.
Che cosa è successo?
Secondo i dati riportati da VentureBeat, il modello ha 1,05 trilioni di parametri in totale, ma solo 52 miliardi sono attivi: a ogni passaggio il modello ne esegue soltanto una piccola parte. La finestra di contesto è di 1 milione di token. Legge testo e immagini e produce testo. Per l'addestramento sono state usate circa 3.800 GPU Nvidia Grace Blackwell.
Mistral posiziona il modello soprattutto per la cybersicurezza e per gli agenti di programmazione: trovare, analizzare e rispondere alle minacce nel codice e nell'infrastruttura IT. Nell'indice dell'ente di valutazione indipendente Artificial Analysis, il modello ha ottenuto il punteggio più alto tra i modelli a pesi aperti sviluppati fuori dalla Cina. Resta comunque dietro a modelli aperti cinesi come DeepSeek e GLM. La licenza non è del tutto libera: una MIT modificata richiede una licenza commerciale separata alle aziende che vendono il modello come servizio.
Perché è importante?
Oggi la maggior parte dei modelli più potenti si può usare solo via internet, nei limiti di ciò che l'azienda permette. I pesi aperti significano invece che l'accesso non può più essere revocato. Pierre Stock, vicepresidente della scienza di Mistral, ha detto a Reuters che una volta pubblicato il modello è impossibile limitarne l'accesso. È un grande vantaggio per le organizzazioni che non vogliono far uscire i propri dati, ma significa anche che il modello può finire in mano a persone malintenzionate. È anche un passo concreto nel dibattito europeo sulla "sovranità nell'intelligenza artificiale".
Un legame con la storia
I programmi che si muovono da soli in rete e l'idea di fermarli non sono una novità. Reaper, scritto nel 1971 per catturare Creeper, che girava su ARPANET, è considerato il primo antivirus. Quella storia l'abbiamo raccontata nell'articolo Il primo "virus" informatico, Creeper, non cancellò nulla. Oggi, per la difesa informatica, si scrivono modelli da un trilione di parametri.